Espressioni

Personale di Daniela Lupi

Un tempio per disvelarsi

Quando ho visto per la prima volta le opere di Daniela Lupi, eleganti vibrazioni di colore che si dilatano in uno spazio pittorico libe- ro da forme rigide e volumetrie predefinite, non ho potuto fare a meno di pensare a quel- la particolare esperienza sensoriale nota come sinestesia. Si può senz’altro ritenere un dono che ci viene dall’arte, in tutte le sue espressioni sensibili che vanno dalla pittura alla scultura, dalla letteratura alla musica, questa forma di approccio spontaneo e in- controllato alla realtà che suscita, attraverso l’attivazione di un processo percettivo prima ancora che cognitivo, l’interazione e la so- vrapposizione di più sensi. Accade così che lo spazio creato da una tela pittorica diventi scena e cornice di accadimenti straordina- ri, sollecitati dalla percezione di un colore: cogliere, o meglio sentire, nelle molteplici tonalità dell’azzurro l’odore della salsedine portato dalle brezze marine o avvertire sul- la pelle, nelle diverse sfumature del rosso, il calore tiepido di un sole al tramonto. Senti- re, non immaginare. Vivere un’esperienza dei sensi, non una fantasia della mente.

La mostra Espressioni di Daniela Lupi, curata da Aldo Antonio Cobianchi, consente di apri- re un varco su questo mondo di sensazioni e non è un caso che sia ospitata nella cappella del SS. Rosario, posta al centro del braccio nord-orientale del chiostro maggiore dell’ex convento domenicano di S. Tommaso d’Aqui- no, pregevolissimo complesso monumenta- le che oggi accoglie il Museo Civico ‘Raffale Marrocco’ e la Biblioteca comunale di Piedi- monte Matese. La suggestiva cappella è essa stessa, potremmo dire, un luogo sinestetico, dove nel passato si entrava capite velato per partecipare alle più intime funzioni religiose dei monaci. Oggi questo luogo, grazie alle opere di Daniela Lupi, diventa un tempio per “disvelarsi”, per scoprire quali colori abitano la nostra anima e quali emozioni siano in gra- do di suscitare. Se non tremate al pensiero di conoscervi di più e meglio, vi consiglio di entrare.

Antonio Salerno

Direttore Museale, Ministero della Cultura, Direzione regionale Musei Campania


Espressioni

Con un giro di sol i grandi musicisti riescono a comporre infinite melodie. Poche note, le stesse note, con un ritmo diverso, un’interpretazione diversa, un tocco diverso, assumono sonorità sempre nuove.

Daniela Lupi dopo oltre 25 anni di appassionata ricerca artistica ha raggiunto il suo giro di sol. Un lavoro faticoso, impegnativo, costante per togliere sovrastrutture e aggiungere significati.

Con la stessa tavolozza, con gli stessi colori è riuscita a creare al contempo statue e dipinti, manichini plastici e paesaggi su tela, animali in ceramica e maschere di terracotta. Utilizzando le stesse nuances, le stesse pennellate, lo stesso stile. Adoperando le note/colori più semplici, come è elementare il giro di sol: il giallo, il blu, il verde, il rosso, l’arancio, il rosa. Creando opere d’arte – quadri o sculture poco importa – con i medesimi colori. Sono opere. Definirne la tipologia sarebbe classificarle, un esercizio che poco si addice alle manifestazioni soprannaturali di un’anima.
Una carrellata di lavori inediti caratterizzati da quelle velature a olio che sono la sua firma, così riconoscile, che immerge l’osservatore in una galassia di serenità, di eleganza, di femminilità; e lo avvolge.

Pochi colori, gli stessi colori su superfici diverse, divengono infinite armonie in un’orchestra, in un coro che suona, che canta all’unisono la rapsodia diretta da Daniela. Forse è complesso comprendere il messaggio di queste opere. Eppure è lampante. Se si riflette, per rappresentare le nostre emozioni a parlare è certamente il viso, capace di sorridere, di piangere, di arrabbiarsi, di intenerirsi, di preoccuparsi, di meravigliarsi.

Il viso è sempre lo stesso. Cambiano le espressioni

Aldo Antonio Cobianchi

Curatore della mostra

Giugno 9 @ 18:00 — Giugno 18 @ 23:00
18:00 — 23:00 (221h)

Museo Civico Raffaele Marrocco

Daniela Lupi

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